Un brano tratto da Kaputt (1944) di Curzio Malaparte
da Libri e letteratura, in ADESSO di maggio 2008
Ero seduto alla tavola di Frank, del re tedesco di Polonia, nell’antica reggia polacca del Wawel di Cracovia: Frank sedeva davanti a me, sulla sua sedia dall’alta, rigida spalliera, come se stesse assiso sul trono degli Jagelloni e dei Sobieski, ed appariva sinceramente persuaso d’incarnare la grande tradizione regale e cavalleresca della Polonia. Un ingenuo orgoglio illuminava il suo viso dalle gote pallide e gonfie, dove il naso aquilino metteva un segno di volontà vanitosa e incerta. I capelli neri e lucidi, pettinati all’indietro, scoprivano l’alta fronte di un bianco avorio. Un che di puerile e di senile era in lui, nelle labbra carnose, sporgenti come quelle di un bambino adirato, negli occhi un po’ gonfi, dalle palpebre spesse e pesanti, forse troppo grandi per i suoi occhi, e in quel suo modo di tener le ciglia socchiuse che gli disegnava due righe profonde e diritte attraverso le tempie. Aveva la pelle del viso coperta di un lieve velo di
sudore (...)
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